CASTELNUOVO MAGRA

CENTRO STORICO

IMMERSI TRA STORIA E SAPORI

Castelnuovo Magra, posta sul Monte Bastione a 190 s.l.m., conta di uno stupendo borgo medievale. Il paese si offre come punto privilegiato di osservazione sulla bassa Val di Magra, ma non solo, perchè dalle sue mura è possibile osservare la Val di Vara ed in giornate prive di nubi si possono scorgere la Gorgona e la Capraia. Castelnuovo Magra si può raggiungere percorrendo la strada Aurelia SS1, per poi prendere la Strada Provinciale SP23 in direzione del centro storico, dopo aver percorso circa 4 km di salita.

Il borgo di Castelnuovo Magra presenta una forma allungata, che occupa tutto il crinale su cui è posta. Immediatamente si palesano agli occhi del visitatore la Chiesa di S.M. Maddalena ed il Palazzo Vescovile, veri e propri punti nodali del paese. Strade, archi e viuzze denotano la sua origine medievale, anche se sono presenti edifici e strade realizzate tra ‘600 e ‘700, come Piazza Querciola, posta a monte del paese.

Attività

Da Castelnuovo Magra si irradiano numerosi sentieri che permettono sia all’escursionista, che al biker di praticare la propria attività sportiva godendo di percorsi suggestivi e panorami mozzafiato. Vista la sua storia e la sua posizione peculiare Castarnò, per dirla in dialetto, offre al visitatore più esigente spunti di ogni genere, da quelli gastronomici a quelli culturali e naturalistici. Inoltre la Torre del Palazzo Vescovilerecentemente restaurata e visitabile, si presta spesso ad ospitare mostre ed eventi tematici.

Gusto

Castelnuovo Magra ritrova nei suoi sapori la sua tradizione e vocazione contadina, beneficiaria di un clima particolarmete favorevole. Infatti le sue colline rifulgono di vigneti, da cui si ricava il prezioso Vermentino ed oliveti di antica coltura, che fanno da contraltare agli impianti a valle di epoca relativamente recente. Prodottti della terra dunque, che possono essere gustati nelle tavole dei ristoranti della zona, dove peraltro possiamo trovare anche piatti della tradizione locale come ravioli casarecci, sgabei, mataufi, polenta e cinghiale, trippa, torta di erbi e la prosciutta castelnovese.

A poca distanza dal borgo troviamo la frazione di Vallecchia. Piccolo borgo arteficie di splendide sagre, tra cui quella della frittella. Questa, che si svolge nel mese di luglio, si dipana lungo le vie del paese, offrendo al visitatore le ottime frittelle di farina di grano con l’uvetta, preparate con cura e secondo la tradizione dalle donne del paese. Inoltre la festa viene supportata da ulteriori piatti tradizionali, come i panigazi impreziositi dall’olio extravergine di Vallecchia, la focaccia al rosmarino, ottima da abbinare con i salumi ed il coniglio fritto o alla cacciatora, servito con la polenta.

Arte e Cultura

Il borgo di Castelnuovo Magra si è conservato in modo splendido, grazie soprattutto a recenti restauri. Di tutto ciò ne ha potuto beneficiare il patrimonio storico e artistico presente all’interno del paese. Di sviluppo circolare Castelnuovo Magra presenta al suo interno un asse viario principale,  via Dante, ampia strada lastricata in arenaria, che prende il nome appunto dal sommo Poeta, che qui soggiornò nel 1306. Attraverso questo percorso si snodano vicoli e vicoletti che portano a case addossate una sull’altra ed alle quali fanno da contraltare i palazzi signorili riccamente adornati. Degno di nota è senza dubbio il castello dei Vescovi Conti di Luni, protagonista nel 1306 della pace tra i marchesi Malaspina e il vescovo Antonio da Camilla, sancita da Dante stesso. Altra edificio di notevole pregio è palazzo Amati-Ingolotti-Cornelio, palazzo settecentesco oggi sede del Comune, che ospita l’Enoteca pubblica della Liguria e della Lunigiana, dove sono conservati i prin­cipali vini doc della Liguria. Altro edificio di notevole importanza è la Chiesa parrocchiale di S.Maria Maddalena del XVII sec., che conserva al suo interno una tela della Crocifissione di Peter Brueghel il Giovane (1564-1637), nonchè diverse opere in marmo di artisti carraresi.

Un po’ di Storia

Il territorio di Castelnuovo Magra, già in epoca imperiale romana, apparteneva alla giurisdizione di Luni, II secolo a.c., allora importante città commerciale dell’impero. Infatti in loco abbiamo testimonianza di insediamenti romani, con diverse sepolture appartenenti all’area occidentale della necropoli di Luni. Oltre a ciò sono stati rinvenuti dei resti relativi ad una domus agricola imperiale nei pressi delle odierne Colline del Sole.

Quando l’impero romano venne meno il territorio castelnovese venne assoggettato ai vescovi-conti dela Diocesi di Luni, che fecero del borgo una delle loro sedi vescovili. A questo periodo dobbiamo i primi villaggi e borghi fortificati; tra cui il castrum de monte Leonis, ubicato tra le frazioni di Marciano e Vallecchia, menzionato in un documento del 4 marzo 1096 (il cosidetto Codice Pelavicino).

Per avere la prima menzione del borgo dobbiamo aspettare il 1203, durante la guerra tra il vescovo di Luni Gualtiero II e i marchesi Malaspina, grandi feudatari della Lunigiana. Infatti in un documento, ad opera dello stesso vescovo, si parla della necessità di edificare un borgo fortificato, con lo scopo di servire da presidio della zona posta tra Fosdinovo e Carrara, al fine di controllare le principali vie di comunicazione del suo territorio, tra cui la celebre via Francigena percorsa dai pellegrini.

Le lotte tra il Vescovo di Luni  e la famiglia dei Malaspina, che interessarono il borgo, durarono per tutto il XIII secolo, fino ad arrivare al 1306 dove, grazie alla figura del poeta Dante Alighieri, ospitato in loco nel locale castello-palazzo Vescovile, nella veste di procuratore del marchese Franceschino Malaspina di Mulazzo, si giunse alla cosiddetta pace di Castelnuovo. La Quale sancì di fatto la fine del potere temporale della curia lunense.

Nella prima metà del XIV secolo il territorio castelnovese, come peraltro gran parte dei territori compresi tra la Cisa e la foce del Fiume Magra, passò nelle mani del condottiero Castruccio Castracani.
Alla morte di quest’ultimo Castelnuovo entrò nell’orbita dei Malaspina, per restarci fino ai primissimi anni del XV secolo, quando passò, dopo una breve parentesi fiorentina, tra i domini della Repubblica di Genova e del Banco di San Giorgio. Quest’ultimo amministrò il borgo fino alla dominazione napoleonica di fine XVIII secolo. In seguito Castelnuovo venne inserito nel Dipartimento degli Appennini, facente parte del Primo Impero francese (1805 al 1814) voluto da Napoleone Bonaparte neo Imperatore.

Dopo la caduta di Napoleone il territorio castelnovese venne inglobato nel Regno di Sardegna prima e poi nel Regno d’Italia nel 1861.

Durante la fine del Secondo Conflitto Mondiale, Castelnuovo subì un pesante rastrellamento ad opera delle forze militari tedesche, che costò la vita a diversi partigiani e civili.

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